L’architettura museale e gli allestimenti espositivi

come fattori della rigenerazione urbana

14 maggio 2016
ore 10
convegno
L’architettura museale e gli allestimenti espositivi
come fattori della rigenerazione urbana

organizzazione
Stazione Rogers
coordinamento
Luciano Semerani
interventi
Maria Vittoria Marini Clarelli
Lo spazio della memoria e lo spazio dell’attenzione
Daniela Ferretti
Palazzo Fortuny, un’esperienza personale
Angela Vettese
Arte contemporanea: dalla regia di un’opera a quella di un territorio. Patemi d’animo
Lorenzo Michelli
Narrazioni immersive e partecipate
Maria Masau Dan
Dall’Ottocento all’arte contemporanea. E in mezzo? Il vuoto o quasi. Il museo e la rappresentazione della storia del Novecento
Mario Budicin
La casa della batana
Laura Carlini Fanfogna
Dal forno del pane alla Manifattura delle Arti, il ruolo del museo nello sviluppo locale

Auditorium
Museo Revoltella
via Armando Diaz 27
Trieste

diretta streaming

Luciano Semerani: «A partire da un fenomeno consolidato in cui molte città europee, nei processi di rigenerazione urbana, hanno puntato sulle industrie culturali e creative per attivare situazioni di riconversione e sviluppo, il convegno propone, a un qualificato gruppo di esperti e all’opinione pubblica, una serie di osservazioni. Nell’Unione Europea, e conseguentemente nel nostro paese, si è compresa la necessità di sostenere l’equilibrio biologico, economico e sociale dell’habitat ma all’opposto sono state progressivamente ridotte e risorse destinate allo sviluppo culturale. Conseguentemente nella progettazione dei musei, nelle esposizioni e negli oggetti da esporre, l’attualizzazione della cultura segue, come in ogni altra industria, le leggi del mercato. Ci si domanda se ciò non costituisce un essenziale mutamento rispetto al secolo XIX. Un orizzonte di senso in cui collocare i valori e le aspirazioni di una pluralità di soggetti, produttori e fruitori di cultura, è forse più che mai necessario nell’affermarsi della così detta società della conoscenza scientifica e tecnologica. I musei e le esposizioni possono forse assumere un ruolo dialettico nell’evoluzione – dai sintomi attuali catastrofica – degli altri media di informazione culturale».